A giugno in Campania veniva approvato il piano terapeutico assistenziale per la gestione dell'endometriosi
Il Piano Terapeutico Assistenziale per la gestione dell’endometriosi è stato approvato dalla Regione Campania nel mese di giugno. Si tratta di una patologia cronica che colpisce gli organi genitali femminili e che, in Italia, riguarda circa 3 milioni di donne — 300.000 solo in Campania — con un ritardo diagnostico medio di circa 7 anni. Dopo l’approvazione, il Presidente De Luca ha presentato in conferenza stampa il nuovo PDTA, illustrando i livelli di cura e il percorso di presa in carico destinato alle pazienti affette da questa malattia. Il piano ha introdotto tre livelli di assistenza: 🔹 Primo livello – affidato ai medici di base, agli ambulatori distrettuali e ospedalieri e ai consultori familiari. Qui si svolge la fase di riconoscimento dei sintomi sospetti, fondamentale per individuare tempestivamente la patologia. 🔹 Secondo livello – collocato presso presidi ospedalieri e centri ginecologici specializzati, dove le pazienti vengono sottoposte agli approfondimenti diagnostici tramite indagini strumentali. 🔹 Terzo livello – riservato ai casi più complessi, presso centri di eccellenza capaci di assicurare anche trattamenti chirurgici. Con l’istituzione della Rete Regionale per l’Endometriosi, la Campania ha finalmente definito un percorso unitario e strutturato per le donne che per anni hanno affrontato questa malattia spesso invisibile in condizioni di incertezza o solitudine. Il piano, fin dalla sua approvazione, ha posto al centro sia le pazienti sia i professionisti sanitari, a partire dai medici di base, che rappresentano il primo riferimento e il primo luogo di fiducia. Perché una sanità pubblica funziona davvero quando accoglie, ascolta e non lascia nessuno — e in questo caso nessuna — indietro.